SOLITUDINE E BENESSERE PSICOLOGICO

Come esseri umani siano spontaneamente inclini al contatto e alla vicinanza con gli altri. Fin da piccoli viviamo immersi nelle relazioni le quali hanno una evidente e potente influenza sul nostro benessere e sullo sviluppo della nostra personalità.

Molto spesso momenti di felicità, cosi come di disagio, sono legahti a ciò che avviene nei rapporti con gli altri. E’ una evidenza empirica che le persone che richiedono un supporto psicologico, a prescindere dalla sintomatologia e dal tipo di problematiche specifiche, dedichino molto spazio a parlare delle loro relazioni, oppure dell’assenza di relazioni e quindi al desiderio di rapporti umani. La tematica di fondo è, in queste circostanze, un sentimento di solitudine inteso come mancanza o scarsità di rapporti sociali in termini sia quantitativi (presenza/assenza del partner, vivere da soli, gruppi di appartenenza, ecc.) ma anche qualitativi, ad esempio di sentirsi parte di qualcosa o di poter contare su qualcuno nei momenti di bisogno.
L’esperienza della solitudine è avvertita spesso come vuoto e può assumere molti risvolti in base alla storia personale, ma anche legarsi ad altri vissuti interiori, dal sentirsi incapace di coltivare o mantenere delle relazioni, all’invidia nei confronti degli altri.

Un recente studio tedesco mostra con chiarezza il legame tra il sentirsi soli e il benessere psicologico. Gli studiosi hanno raccolto dati su un campione di oltre 15.000 persone dal 2007 al 2012. In primo luogo è emerso che circa il 10% delle persone dichiarava una forma di solitudine; in particolar modo tra le donne ed in chi non aveva un partner o dei figli. Il dato più importante è che lo stato di solitudine era associato ad ansia generalizzata, depressione ed ideazione suicidaria.

Benchè la solitudine e la sofferenza ad essa legata siano qualcosa di diverso dalla depressione, è pur vero che le persone che per svariati motivi (età, lavoro, accadimenti di vita, ecc.) si ritrovano ad avere una povertà di legami sociali, hanno una maggiore probabilità di incorrere in un disturbo depressivo o ansioso.

Possiamo pensare che un aspetto importante da considerare sia il modo in cui la persona da significato e si spieghi l’assenza di relazioni sociali, ma anche le azioni che intraprende o meno per creare dei rapporti. Inoltre, in certe circostanze, la solitudine può essere anche occasione di stimolo all’introspezione e alla crescita personale, ma anche di riflessione sul tipo di relazioni che vogliamo e che ci fanno bene.

Riferimento bibliografico:

Beutel, M. E., Klein, E. M., Brähler, E., Reiner, I., Jünger, C., Michal, M., … & Tibubos, A. N. (2017). Loneliness in the general population: prevalence, determinants and relations to mental health. BMC psychiatry, 17(1), 97.

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